Recensione Qnap Turbo NAS TS-251A

Lo spazio libero non è mai abbastanza.

Si potrebbe utilizzare la frase sopra per quasi qualsiasi settore, tecnologico e non, ma nell’informatica assume un significato decisamente più ampio: lo spazio per poter salvare i propri dati non è mai sufficiente.

Esiste ovviamente il cloud dove è possibile salvare centinai di migliaia di documenti, foto e musica per potervi accedere in ogni istante senza doversi preoccupare di dover gestire dischi, hardware e altro ma tutto ciò può andare bene se non si desidera avere il pieno controllo dei propri dati o se la connessione internet di casa è sufficientemente veloce da permettere streaming video senza interruzioni mentre se è necessario sapere dove sono “fisicamente” salvati non vi è alternativa se non utilizzare un disco di rete (noto anche come NAS).

Un NAS (Network Attached Storage) è a tutti gli effetti un disco di rete che permette la scrittura e la lettura di file in modo simultaneo tra più dispositivi presenti nella stessa rete ed in alcuni casi anche all’interno di internet.

Per i meno informatici una NAS non è altro che un disco USB che al posto dell’USB ha una scheda di rete in modo da poter essere collegato al router di casa e permettere a tutti gli utenti della rete di “lavorare” sui file.

Ovviamente l’unica differenza tra un disco esterno e un NAS non è solo nella condivisione dei file ma risiede nella possibilità di far “fare” cose in maniera completamente automatica a questo dispositivo senza dover utilizzare un computer.

Per spiegarmi meglio sappiate che con un NAS si può: effettuare un backup dei dati presenti sul disco, scaricare file dal web (torrent, ftp ..), effettuare backup sul cloud (per esempio clonare una cartella su Google Drive o su Dropboz), gestire la libreria video in maniera automatica e condividerla in rete (utilizzando il protocollo DLNA o simili), virtualizzare un sistema operativo ecc…

Un NAS è a tutti gli effetti un mini computer sempre accesso il cui scopo principale è gestire e “salvaguardare” i tuoi dati (o i dati di una rete aziendale).

Ho posseduto per quasi due anni un TS-212P della QNAP (marca che ritengo essere la migliori tra le presenti in commercio) che ho però deciso di sostituire per ragioni prestazionali.

Essendo un computer a tutti gli effetti un NAS ha un processore, ram e una scheda video (utilizzata solo in certe circostanza) e il mio “vecchio” NAS iniziava a soffrire l’età e la quantità di file multimediali presenti nel mio archivio non lo aiutava: la cpu era praticamente sempre al 100% e spesso non riusciva neppure ad avviare la transcodifica video di un film (funzione che utilizzo quasi quotidianamente).

Snoccioliamo quindi un po di caratteristiche da Nerd sull’hardware del mio nuovo NAS: Il processore è un Intel® Celeron® N3060 dual-core 1.6GHz (con boost fino a 2.48GHz), può accettare fino a 8 GB di memoria in DDR3L (io ho espanso quella di default da 2 GB portandola a 4 GB con l’intenzione di aumentarla a 8 GB in un prossimo futuro), la moria flash interna è da 4GB (ed è qui che gira il sistema operativo a differenza dei NAS più economici che usano i dischi come base per l’O.S.), possiede due porte LAN Gigabit, tre porte USB 3 di cui una frontale insieme ad un lettore di SD (utile per scaricare le foto sull’ultimo viaggio fatte con la Reflex) e una porta di accesso rapido USB 3 (che si comporta come se il NAS fosse un vero e proprio disco USB).

Potete visitare il sito ufficiale per maggiori dettagli sulle caratteristiche tecniche qui.

Ok, so benissimo che tutti questi da non dicono nulla ma non preoccupatevi in quanto dal punto di vista tecnico contano solamente tre cose: CPU, RAM e transcodifica hardware.

Una CPU potente, con più di un core, permette di eseguire più operazioni contemporaneamente in modo rapido, ed efficiente lasciando che l’utente non debba aspettare minuti per lo streaming di un video o ore per la copia di un file.

Un buon quantitativo di RAM permette al sistema operativo di allocare in memoria i dati più utilizzati e quindi di accedere più rapidamente alle informazioni necessarie al funzionamento del sistema.

La transcodifica hardware permette di convertire i vari formati non riconosciuti dai vari media player in un formato “comprensibile” e di facile gestire senza dover utilizzare la transcodifica software. Per spiegare meglio questo punto cercherò di entrane nel dettaglio senza però annoiarvi.

Partiamo dalle basi: la transcodifica in informatica è quell’operazione che permette di trasformare un tipo di file in un’altro tipo di file dello stesso genere. Per esempio convertire un file AVI in un file MP4 è un esempio di transcodifica video.

Quello che avviene dentro al sistema è un’insieme di attività e di algoritmi che permettono al NAS di convertire direttamente un tipo di file compresso in un’altro senza dover passare per il file non compresso.

Questo tipo di attività richiede un elevato sforzo a livello di CPU se si utilizza una transcodifica hardware ed è proprio per questo che in casi particola si realizza un hardware specifico nato al solo scopo di convertire il file video processato, in questo modo la CPU principale è libera da questa attività e può fare altre cose.

Sicuramente vi starete chiedendo: ma cosa serve la transcodifica video in casa mia ? La risposta risiede nell’incapacità di alcuni dispositivi di riprodurre formati video compressi come gli AVI. La mia Apple TV, il mio browser (Safari) e la mia TV (Sony) non sono in grado di comprendere cosa sia un file AVI e non sono in grado di fare transcodifica software (a dire il vero l’Apple TV con VLC può farlo) e quindi è necessario che il file video in arrivo a questi device sia già compresso in un formato compatibile (generalmente è l’MP4).

Ovviamente le strade possono essere due: fare la transcodifica “al volo” e quindi lasciare il file nativo in formato “AVI” sul NAS oppure convertire prima tutti i file “AVI” e tenere sul NAS solamente file MP4 (o anche MKV).

Io preferisco la seconda opzione in quanto è sicuramente più rapido visualizzare un file già compresso piuttosto che doverlo codificare tutte le volte che voglio riprodurlo.

Vi chiederete come mai mi soffermo sulla transcodifica per una recensione sul NAS ? La risposta è perché un NAS casalingo verrà quasi sicuramente utilizzato come media center contenente principalmente file video e trovarsi con un NAS incapace di gestire un file perché non supportato dalla TV o dall’Apple TV molto snervante.

Per tutte le altre funzioni il TS251A è esattamente simile a tutti i NAS Qnap che utilizzando il sistema operativo QTS: bastano su Linux, affidabile e semplice da utilizzare.

Le funzioni sono praticamente innumerevoli in quanto è presente un vero e proprio “App Center” che permette di installare applicazioni sia di Qnap sia di terze parti come Plex, Transmit e via dicendo.

Ovviamente la possibilità di sfruttare Plex (e se non sapete cos’è qui c’è la mia guida) è sicuramente uno dei punti di forza di questo NAS in quanto con una cifra ragionevole (circa 300€ su amazon) vi portate a casa un signor disco di rete.

Il TS251A offre due alloggi per dischi SATA da 3,5″: potete installare quelli che volete ma personalmente vi consiglio dei RED della Western Digital progettati appositamente per i NAS (attivi 24/7).

Considerando che un NAS viene utilizzato come spazio “sicuro” è molto probabile che lo vorrete utilizzare in modalità RAID 1 in quanto permette una copia esatta dei dati da un disco all’altro. Lo svantaggio di un NAS a solo due dischi è quello dello spazio massimo: al momento superare gli 8/10 TB è abbastanza difficile mentre con un NAS a 4/5 bay è possibile arrivare ad archiviazioni da 20/25 TB senza spendere una follia.

Io personalmente ho montato due dischi WD RED da 3 TB l’uno e ho aumentato la RAM da 2 GB (sono due moduli da 1) a 4GB (un unico modulo da 4GB) in modo da lasciare uno slot di memoria vuoto per un eventuale upgrade a 8 GB futuro.

Oltre a poter utilizzare il NAS come mediacenter potete ovviamente sfruttarlo come base per l’archiviazione di tutti i vostri documenti personali in quanto è possibile creare cartelle private o condivise, invitare utenti a collaborare sui documenti e file.

Ovviamente è anche possibile sincronizzare automaticamente una cartella del NAS da/verso un servizio cloud tra quelli più famosi (Google Drive, OneDrive, DropBox ecc…) ma non è possibile farlo con iCloud in quanto al momento Apple non permette al proprio sistema cloud di dialogare con servizi di terze parti.

Piccola nota: il NAS ha anche l’uscita HDMI ma scordatevi di vederci qualcosa se non montate almeno 4GB di RAM in quanto la scheda video integrata non riesce a funzionare bene con i 2 GB forniti di default.

In conclusione il TS251A è un best buy se il vostro obbiettivo è un NAS multimediale economico ma con prestazioni quasi professionali. Va bene sia a casa che in un piccolo ufficio anche se in quest’ultimo caso sarei più propenso per un NAS con 4/5 slot di dischi in modo da avere più scelta sul tipo di RAID da implementare.

Stay Tuned 😉

Sono un blogger, uno sviluppatore e un web designer Italiano. Ho iniziato a programmare fin da piccolo e ad oggi ho realizzato numerose applicazioni per iOS, siti web e articoli tecnici. Sono esperto nel web design, nella programmazione Swift (iOS), Visual Basic, HTML, CSS, Javacript e PHP. Ogni tanto scrivo anche qualche articolo tecnico e qualche guida sulle ultime novità in ambito informatico.

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