Porsche

Sarà perché ho un’innata passione per qualsiasi cosa che rappresenti la perfezione tecnica, per i motori a combustione interna, per i cerchi in lega e per gli pneumatici (ebbene si, mi piacciono le gomme delle auto) che ho finalmente deciso di dichiarare il mio spensierato amore per le Porsche.

C’è qualcosa nell’estetica delle Porsche che riesce a tranquillizzarmi e a mandare al diavolo tutti i problemi di una faticosa giornata di lavoro.

La 911, per esempio, ha le linee più belle che possano esistere su un veicolo a 4 ruote; curve al posto giusto, muso slanciato verso la strada senza esagerazioni stilistiche e con i fanali anteriori più simili ad occhi umani che a strumenti di indicazione stradale.

Credo che auto del genere meritino di essere osservate con lo stesso occhio critico con cui un appassionato di arte osserva la Gioconda per la prima volta nella sua vita.

Il bello delle Porsche risiede nel loro tradizionalismo stilistico che è rimasto costante nel tempo senza eccedere nelle forme, senza ricadere in scelte di design estreme o troppo esagerate.

Una 911 del ’63 è stilisticamente simile ad una 997 condividendone i canoni essenziali di bellezza, qualità e design.

Riuscire a mantenere costante lo stile e la perfezione di linee sinuose e semplici ma allo stesso tempo tecnologicamente utili per l’aerodinamicità dell’automobile è un lavoro che richiede anni di studio e di ricerca.

Non sono auto esagerate che attirano l’attenzione come può farlo una Ferrari GT o una Lamborghini Aventador, sono sobrie e delicate come un fazzoletto in seta o come un’orologio di alta classe.

Ecco, credo non esista paragone migliore se non quello tra l’alta orologeria Svizzera e la tecnica sopraffina di una Porsche.

Mi piace paragonare la 911 ad un Large Date Tourbillon (Audemars Piguet) con quelle sue forme stilisticamente perfette e quell’incredibile contenuto tecnologico calcolato in ogni minimo dettaglio.

Ad un’occhio inesperto sembrerà un semplice orologio mentre un vero appassionato riconoscerà immediatamente lo stile, la forma e la perfezione che solo pochi prodotti realizzati dall’ingengo umano possono raggiungere.

Ho avuto la possibilità di provare una Boxter del 1998 e il sorriso che riesce a dipingerti in faccia dopo avergli piantato il gas non ha prezzo.

Dal momento in cui ci sono entrato dentro ho iniziato a ridere come un ebete, senza una ragione: alla faccia di chi dice che i soldi non fanno la felicità.

Quella spinta di adrenalina che corre lungo la schiena, quell’euforia forzata e febbricitante che ti viene iniettata in vena ogni volta che il piede destro torna orizzontale.

Nell’istante in cui quella manciata di aria e di benzina entra dentro al motore senti il tuo cuore che inizia ad ansimare e si prepara a calciarti via spingendoti con tutta la sua forza verso mete mai viste.

Belle le auto veloci, mi piacciono.

Anche solo giare in città è bello e lo ammetto: essere visti alla guida di una Porsche è tutta un’altra cosa.

Non riuscivo a trovare l’auto sportiva dei miei sogni, così l’ho costruita da solo.

 – Ferdinand Porsche

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