Domotica: perché nessuno ti ascolta ?

Siamo nel 2013, gli smartphone sono più intelligenti di noi, i computer eseguono calcoli che la nostra mente non riesce neppure a concepire, le banche utilizzano software talmente complessi da riuscire a prevedere le oscillazioni del mercato per i giorni successivi ma le nostre case rimangono “stupide” come cinquant’anni fa.

Pensateci un’attimo, che differenza c’è tra la casa di campagna che vedete immersa nelle colline e la villa in periferia ?

Che differenza c’è tra una casa costruita nel 1960 e una costruita nel 2013 ?

Sorvolando su materiali, regole più rigide riguardo la struttura delle case e qualche modifica legislativa riguardante la sicurezza (tutte norme assolutamente importantissime) il settore immobiliare è rimasto fermo ed immobile difronte all’assenza di nuovi acquirenti.

Il problema fondamentale riguarda, secondo me, l’assenza di case “intelligenti” ovvero l’assenza di quella domotica di cui tanto si è parlato e si parla ma sulla quale (e per la quale) quasi nessuno sta facendo nulla.

Un esempio su tutti :

La scorsa settimana parlavo con un amico riguardo la gestione di più cancelli automatici contemporaneamente.

Fondamentalmente, per poter rispondere a basilari richieste di sicurezza (non voleva, giustamente, che qualcuno potesse aprigli il cancello) ha dovuto ricorrere all’utilizzo di ben 3 telecomandi diversi : Uno quarzato (ovvero con il codice necessario per l’apertura del cancello che cambia ciclicamente) e due “normali”.

Appena ho visto questa cosa, mi sono chiesto come sia possibile che nel 2013 non esista qualcuno che abbia pensato alla gestione di più cancelli direttamente da quello strumento che chiunque ormai possiede nelle proprie “tasche” : l’iPhone (per par-condicio anche uno smartphone Android andrebbe bene).

L’idea è semplice : Un modulo Ethernet che faccia da interfaccia tra una manciata di ingressi/uscite elettroniche (immaginate dei comuni relè) e la rete internet presente in ogni casa (sia via cavo sia con il Wi-Fi).

Una volta collegato il modulo alla rete e le tre uscite (sempre utilizzando l’esempio dei tre cancelli) il gioco è fatto.

Una delle pochissime aziende che ha realizzato qualcosa di semplice, economico e user-frendly è la Philips con le lampadine a led della serie Hue (clicca per il link al sito)

Basta una App per iOS che si interfaccia col modulo e che permetta, attraverso un protocollo sicuro (SSH o quello che volete) di comandare i cancelli di casa.

I vantaggi sono mostruosamente infiniti :

  • Con l’iPhone controlli tutti i cancelli senza doverti ricordare di lasciare i telecomandi in auto (col rischio che sfondino il vetro e li rubino)
  • Se ti rubano l’iPhone puoi bloccarlo da remoto (Find my iPhone docet) e quindi nessuno può giocare con i tuoi cancelli
  • Semplice da realizzare.
  • Teoricamente, puoi creare un’applicazione che apra i cancelli appena avviene il match tra la tua posizione e la posizione di casa tua (utilizzando al geolocalizzazione dell’iPhone, un pò come i promemoria) in questo modo, appena ti avvicini al cancello, quest’ultimo si apre da solo.

Ora, volendo pensare in grande, con un modulo Ethernet sarebbe possibile comandare perfino le luci di casa direttamente dall’iPhone, quindi appena chiudete la porta della vostra Maserati Gran Turismo parcheggiata nel cortile della vostra villa sul Lago di Garda (permettetemi di sognare) potete accendere tutte le luci del giardino semplicemente utilizzando l’iPhone.

Idem per le luci in casa, il climatizzatore e l’allarme generale (quello che se suona chiama la polizia, i pompieri e il 911).

Volendo immaginare ancora più in grande, pensate ad un’applicazione per Mac e per Windows che vi permetta di gestire tutto comodamente seduti sul vostro divano (perché io, se fossi ricco, non ci penserei minimamente di alzarmi dal divano per accedere la luce del corridoio o aprire la porta di casa).

Fino ad ora ho parlato solo di “uscite” (chiamate anche output) ovvero di componenti elettronici che “mandano” fuori una tensione elettrica (quella necessaria per accendere una luce, per esempio).

Però sarebbe fantastico poter “leggere” anche un po’ di ingressi : Sapere se hanno suonato al campanello di casa, se qualcuno sta passando davanti alle fotocellule del giardino oppure se e da quanto è accesa la luce del garage (che magari sta illuminando una solitaria Lamborghini Aventador).

Da qui a passare alla ecologia/economia/risparmio energetico il passo è corto.

Se so quanto consuma una lampadina e da quanto tempo è accesa, so anche quanto ha consumato e sta consumando, quindi posso decidere quanto deve consumare.

Il bello è che tutto è già disponibile, a portata delle tasche di chiunque (magari non la Maserati, la villa al Lago di Garda e la Lamborghini).

Sicuramente alcuni di voi avranno notato la “falla” in questo ragionamento : la necessità di dover “stendere” altri cavi per raggiungere l’obbiettivo desiderato (il cancello, le luci nel giardino o il climatizzatore nella palestra).

La soluzione è semplice : Wi-Fi.

Progetto di domotica molto semplice e stilizzato

Qui sopra ho cercato di rappresentare (in maniera molto “infantile”) quello che potrebbe essere il progetto generale per la gestione completa di una villa/casa.

Immaginate una casa gestita da un’unica rete Wi-Fi, semplice e pulita, alla quale si collegano tutti questi moduli.

Il bello è che con solo 4 moduli sarebbe possibile gestire completamente una casa dalle dimensioni notevoli senza dover posizionare nessun cavo di rete poiché è il modulo che viene posizionato vicino alla luce, al motore o al cancello e non viceversa.

La domotica deve semplificare la nostra vita, deve renderci partecipi di ciò che succede costantemente all’interno e all’esterno della nostra casa.

Immaginate sempre l’applicazione di prima (quella per Mac/windows) che nell’istante in cui il vostro campanello di casa viene premuto avvia un’applicazione (per esempio un software di video-sorvegliaza) e vi mostra in “diretta” ciò che sta succedendo fuori dalle mura domestiche.

Per essere al sicuro da eventuali black-out di rete (che possono capitare sia con il cavo che con la rete Wi-Fi) si potrebbe realizzare un software che ciclicamente effettui un “polling” (ovvero interroghi ogni modulo Wi-FI) e ne verifichi lo stato.

In parole più semplici : un software “chiede” ciclicamente ad ogni modulo se esiste, che indirizzo ha, se funziona e da quando è online.

Nel caso in cui uno o più moduli non rispondono correttamente, il software attiva una procedura di allarme e (per esempio) utilizza i moduli ancora attivi per chiudere i cancelli, abbassare le tapparelle e mandare una richiesta di soccorso.

In questo modo avremmo la possibilità di avere sempre sotto controllo ogni modulo e la quella di effettuare periodicamente una procedura di diagnostica “intelligente” ed eventualmente “auto-riparare” i danni più semplici.

Per esempio, nel caso in cui vi siano due moduli “vicini” e nel caso in cui uno dei due si guasti, il software potrebbe automaticamente reindirizzare il comando di apertura di un cancello dal primo modulo al secondo, in modo da fornire sempre un servizio efficiente.

La domotica è il futuro e diventerà la “branca” dell’informatica che ingloberà completamente quello che fino ad ora è il controllo accessi, la video-sorveglianza e gli impianti di allarme.

Immaginate se si riuscisse a creare un protocollo di comunicazione standard (un pò come l’AirPlay, l’Onvif o il DNLA) tra i vari moduli e i vari elettrodomestici.

Per esempio :

Una casa normale è dotata di una connessione alla rete elettrica che di norma offre una potenza massima di 3 Kw (anche se fino a 3,4 kw, l’enel non vi interrompe la connessone).

Può capitare, a volte, che utilizzando il climatizzatore, il frigo, la lavatrice e il piano cottura (rigorosamente ad induzione, poiché prevedo soppianteranno gli scomodi fornelli a gas) che il consumo di energia sia superiore ai 3 kw e che senza nessun preavviso si verifichi l’odioso blackout elettrico.

Quanto sarebbe interessante se ogni elettrodomestico potesse “parlare” tra di se e informarsi su quale è il consumo istantaneo della lavatrice (per esempio).

In questo modo, il frigo potrebbe interrompere momentaneamente la fase di compressione (di norma è la fase più energivora di tutte) e il climatizzatore potrebbe diminuire la propria potenza per evitare che il consumo complessivo non superi i 3,4 Kw evitando cosi il balckout elettrico.

Un’altro esempio :

Un sensore di luminosità posto esternamente dalla casa rileva la presenza di luce naturale, invia questa informazione al modulo più vicino collegato alla serranda elettrica della finestra di una stanza che la elabora e attiva il motore in modo da far entrare luce naturale all’interno di essa ed eventualmente spegnere la luce per risparmiare energia.

In questo modo le nostre case prenderebbero vita, gli elettrodomestici diventerebbero attivi, ogni lampada, motore o campanello potrebbe diventare un automa che connesso in una rete domestica permetterebbe di rendere la casa un posto migliore.

Se qualcuno ha capitali da investire (anche solo per regalarmi la Villa o la Maserati), io sono qui, disponibile a sviluppare il futuro (o almeno a provarci).

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